Khiva era l'ultima sosta delle carovane prima di attraversare il deserto in direzione della Persia, lungo la via della seta.
Khiva è stato il primo sito in Uzbekistan ad essere iscritto tra i Patrimoni dell'umanità. Secondo il mito sarebbe stato Sem, figlio di Noé, a fondare la città.
Da Milano Malpensa siamo sbarcati all'aeroporto di Urgench, da lì 30 km. e abbiamo raggiunto Khiva. Khiva è stata la prima tappa del nostro viaggio in Uzbekistan, sulla via della seta percorsa da tante carovane che portavano le merci dalla Cina in Europa.
Khiva non è una città museo, è abitata da famiglie per lo più impegnate nell'artigianato e nel turismo, di sera i ragazzini giocano a calcio per strada.
Le mura che circondano la cittadella sono fatte da mattoni crudi di fango, paglia e argilla, questo conferisce alle mura un bellissimo colore ocra, particolarmente suggestivo al tramonto. Una passeggiata sulle mura quando cala il sole non può mancare nella vostra visita a Khiva.
Khiva era l'ultima sosta delle carovane prima di attraversare il deserto in direzione della Persia, lungo la via della seta. Khiva ha più di 2500 anni, l'antica cittadella è circondata da una possente cinta muraria, si mostra nelle vesti di una città orientale medioevale, le strade lastricate di pietra, con i minareti, le cupole di madrase e moschee.
Abbiamo dormito in un'antica Madrasa all'interno delle mura, "Orient star hotel"; le camere sono semplici essendo le celle dove dimoravano gli studenti della scuola islamica. L'atmosfera è suggestiva, le scale curve ripidissime per raggiungere le stanze, il tranquillo cortile interno, la grande sala, dove chi si reca a fare colazione, parla piano in atteggiamento rispettoso per il luogo.
Dormire in un hotel all'interno delle mura è stato bellissimo, vivere Khiva di notte senza turisti, passeggiare per le stradine lastricate e illuminate da fari a pavimento che irradiano la luce verso l'alto, cenare al "Restaurant Terrassa" i minareti e le cupole illuminate, tutto fantastico.







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