Granada e la Alhambra "una perla incastonata negli smeraldi"

 

"Mi vennero le lacrime agli occhi, e non erano lacrime di dolore o di gioia, erano lacrime di pienezza di vita silenziosa e nascosta per essere a Granada"

Miguel de Unamuno



Sulla Sierra nevada, catena montuosa che domina Granada, c'è il Puerto del suspiro del moro.

Quel passo tra le vette dove si dice che l'ultimo califfo avesse emanato un sospiro di rimpianto prima di lasciare per sempre quello che era stato il suo " paradiso terrestre".

I Mori invasero la Spagna nel 711 d.c. passando attraverso lo stretto di Gibilterra dal Marocco e ne furono cacciati nel 1492 dall'esercito cristiano di Isabella di Castiglia e Ferdinando d'Aragona che così riunificarono la Spagna. Il regno Al Andalus dominò il sud della Spagna per quasi 800 anni e terminò con la caduta dell'ultimo califfo di Granada.  Molti mussulmani restarono in Spagna converendosi al cristianesimo e furono chiamati Moriscos, gli ebrei che si convertirono per poter restare in Spagna vennero chiamati Marrani. Inutile dire che entrambe queste minoranze religiose furono poi costrette a lasciare la Spagna.

La Alhambra  significa "la rossa" per via del colore della sua pietra, è una cittadella costruita su una collina dove si sono stratificati secoli della storia di Granada dal magnifico palazzo dei Nasridi, al palazzo del Generalife, al palazzo di CarloV, alla fortezza di Alcazaba.



"Tu, città del sogno e della luna piena, che albergasti gigantesche passioni d'amore, oggi, morta, riposi su rosse colline tenendo fra le edere annose delle tue rovine l'accento dolente del dolce usignolo".
Garcia Lorca










Tu che ieri avesti i torrenti di rose, schiere di guerrieri con le bandiere al vento, minareti di marmo con turbanti di seta, arnie musicali fra le campagne e stagni come sfingi dall'acqua al firmamento"
Garcia Lorca





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