Perfect days film di Wim Wenders
Sto frequentando il Cineforum del mio ex collega Alessandro Leone e grazie a lui sto vedendo dei bellissimi film; la presentazione del film e il commento finale di Alessandro suggeriscono delle riflessioni e ti permettono di apprezzare aspetti tecnici che altrimenti non avresti colto.
Perfect Days di Wim Wenders
è un film ambientato a Tokio, è la storia di un uomo che pulisce i bagni pubblici della città e nella sua quotidianità fatta di abitudini ha trovato un equilibrio, sono dei perfect days che danno senso alla sua vita.
Alessandro diceva che il cinema orientale è fatto di suggestioni, di intuizioni, del appena accennato che ti introducono nella storia con incedere delicato, apparentemente privo di una storia ed invece la storia esiste. Pensavo a "Top Gun Maverick, che ho visto recentemente e ho apprezzato molto, pieno di azione, suspense, una scarica di adrenalina. In questo film, al contrario, non c'è adrenalina ma ti lavora dentro con pacatezza. Nel film di Wenders non sono necessarie scene ad effetto, dialoghi, parole, parole.
"Un'altra volta è un'altra volta mentre adesso è adesso"
Il protagonista, che ha vinto un premio a Cannes, vive in un altro mondo come accenna sua nipote e le persone con le quali si connette sono il bambino che si perde al parco, l'amica adolescente del suo giovane collega di lavoro, sua nipote che è scappata di casa, un "senza casa" che danza nel parco, uno sconosciuto che gioca con lui una partita a tris, una impiegata che mangia il suo pranzo al parco nella pausa lavoro, vive in un altro mondo abitato da persone che come lui sentono in modo diverso, sia che siano bambini, adolescenti o vagabondi e non è quasi mai necessario parlare, si percepiscono.
Lui adora le piante che annaffia meticolosamente ogni mattina, e sono piante trovate in giro che nessuno degnava di uno sguardo, anche loro vivono in un altro mondo; Lui fotografa le chiome degli alberi, del parco dove si ferma per mangiare, con una vecchia macchina fotografica Olympus degli anni 80, le stampa e le archivia in grosse scatole, adora la musica americana degli anni 80 che ascolta in auto da vecchie cassette, ama leggere libri impegnati che compra in una vecchia libreria, sembra che la sua vita si sia fermata agli anni 80. Si intuisce da poche frasi di sua sorella, che viene a riprendersi la figlia scappata con un auto lussuosa con l'autista, che ha avuto dei gravi contrasti con il padre che probabilmente non è riuscito a sintonizzarsi con un figlio dalla sensibilità diversa. La sorella, che non vedeva da molto tempo, gli chiede con imbarazzo del suo lavoro, ma lui risponde che si, pulisce i bagni pubblici e non sono necessarie parole, lui è sereno.
I bagni pubblici di Tokio, che lui pulisce meticolosamente, sono degli altri protagonisti di questo film. Sono bagni di design, super moderni, c'è quello con le vetrine trasparenti che si opacizzano quando entri per usarli. I bagni giapponesi sono super moderni e pieni di accessori, io ho fatto fatica a trovare il pulsante dello scarico fra tanti pulsanti, ce n'è anche uno che fa partire una musichetta per la privacy e poi, in albergo, ho trovato il gabinetto con l'asse riscaldata, cioè sembra che il bagno sia molto importante per la cultura giapponese!
Anche i suoi sogni sono delicati, in bianco e nero, in cui sono accennati visi e situazioni che ha vissuto nella giornata e ci sono sempre le chiome dei suoi amati alberi al vento. Il Film termina con un lungo primo piano sul protagonista alla guida del suo furgone in cui si concentrano tutte le emozioni e la pace interiore che ha raggiunto vivendo una vita semplice e abitudinaria.



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