6 giugno 1944, sono passati 80 anni dallo sbarco in Normandia: morire per una causa



Sono passati 80 anni dal 6 giugno 1944, il D-day, le sorti dell'Europa cambiarono quel giorno e tutto questo lo dobbiamo a tantissimi giovani che sono morti lontani da casa per la nostra libertà. 



Omaha beach memorial


Il cimitero americano, situato a Colleville Sur mer in Normandia, è una concessione territoriale permanente fatta dal Governo francese a quello americano, questi è dunque territorio statunitense. Sono allineate 9387 croci; in un giardino laterale ci sono 1557 targhe di soldati dispersi.

































"se mai fosse necessaria una prova che abbiamo combattuto per una causa e non per la conquista, sarebbe possibile trovarla in questi cimiteri. Ecco la nostra unica conquista: tutto ciò che chiedevamo... era abbastanza... terreno in cui seppellire i nostri valorosi morti".




Omaha beach





















Quello che i soldati tedeschi vedevano dal bunker

















Quando si visita un cimitero di guerra, e proviamo a chiudere gli occhi immaginando tanti ragazzi al posto delle croci bianche ci risulta tutto l'orrore di questa moltitudine di giovani che non hanno vissuto, non si sono sposati, non hanno avuto figli, non hanno avuto nipoti. 



Gli alleati sbarcarono in Normandia, ma precedentemente erano sbarcati in Sicilia e lentamente risalirono la penisola. Furono fermati sulla linea fortificata Gustav, in prossimità dell'Abbazia di Montecassino la cui battaglia fece innumerevoli vittime. Qui, l'esercito alleato, che risaliva l'Italia per raggiungere Roma, si arrestò per 5 mesi assediando l'abbazia  che era occupata dalle truppe tedesche e che bloccavano dunque gli Alleati. Fu un assedio terribilmente sanguinoso anche per le popolazioni che abitavano nei dintorni, molte delle quali pensavano che rifugiarsi nell'abbazia fosse sicuro. L'assedio terminò con la completa distruzione dell'antica abbazia benedettina. A Montecassino ci sono i cimiteri del Commonwealth, americani, polacchi, tedeschi.

Nel cimitero polacco c'è un iscrizione che dice:"Per la nostra e la vostra libertà, noi soldati polacchi abbiamo donato le nostre anime a Dio, i nostri corpi al suolo italiano e i nostri cuori alla Polonia".


"Dormi sepolto in un campo di grano

Non è la rosa, non è il tulipano

Che ti fan veglia dall'ombra dei fossi

Ma son mille papaveri rossi"

F. de Andrè


Un pensiero a tutte le madri che hanno perso un figlio in guerra:

"Il babbo si fece muto e non parlò più fino all'ora della mia partenza. La mamma, anche stavolta, si mostrò tanto calma e coraggiosa e ne fui felice. Io  mi accomiatai solo dalla mamma, che rimase in casa. Il distacco fu semplice. La mamma mi carezzò e mi baciò infinite volte, senza versare una lacrima e, qualche istante, persino sorridente. Mostrava una così grande fiducia che io stesso ne ero stupito. Mai avrei supposto in lei tanta forza d'animo. Il babbo, muto, andava su e giù, senza guardarci. Avevamo fatto una cinquantina di metri fuori di casa. Mi accorsi che avevo dimenticato in casa il frustino. Tornai sui miei passi. La porta di casa era ancora aperta. Al centro della sala, accanto ad una sedia rovesciata, la mamma era accasciata sul pavimento, in singhiozzi. Io la raccolsi, l'aiutai a sollevarsi. Ma non si reggeva più da sola, tanto, in pochi istanti, si era disfatta."

"Un anno sull'altopiano" E. Lussu





Commenti

Post popolari in questo blog

Perfect days film di Wim Wenders

I Paesi Bassi: Il trionfo delle biciclette

Christmas walk in Milano