"Pompei è un luogo straordinario, dove al passato è consentita un'occasione di risurrezione" M.Osanna

 


Ho visto  il bellissimo documentario di Alberto Angela su Pompei: bellissimo. 

Essendo napoletana, e per interessi familiari, sono stata a Pompei innumerevoli volte. Ricordo quando andavo con mia madre e mia sorella in questi scavi quasi deserti ed, a quel tempo, molto trascurati.


Anni 70: mia sorella, io e la cagnetta Peggy

Ora città e siti archeologici vengono presi d'assalto da orde di turisti, prima no, si viaggiava poco e tanto meno si visitavano musei e scavi archeologici che erano molto trascurati.
 Da qualche anno il sito di Pompei e tutti quelli che si trovano nell'area vesuviana sono gestiti in maniera splendida, il merito va soprattutto agli ultimi due direttori: Massimo Osanna e Gabriel Zuchtriegel.
Pompei è un parco archeologico in divenire, in questo momento vi lavorano 28 squadre di scavo che continuano a portare alla luce nuove bellezze.


I miei figli a Pompei negli anni 2000




L'eruzione del Vesuvio è avvenuta nel 79d.C. sotto l'impero di Tito, si è sempre creduto che fosse avvenuta alla fine di agosto, ora la data è stata spostata in autunno poiché il ritrovamento  di bracieri per il riscaldamento, mantelli pesanti in lana, il ritrovamento di frutta autunnale carbonizzata confermano che era Autunno. 
I pompeiani non sapevano di trovarsi vicino ad un vulcano e le conoscenze del tempo non avevano messo in relazione i numerosi terremoti degli anni precedenti con esso.
L'eruzione come si sa, fu esplosiva; un boato spaventoso diede inizio alla tragedia, il magma fece saltare il tappo del vulcano ed il magma fu letteralmente sparato in alto. Plinio il vecchio che era ammiraglio della flotta romana di stanza a Miseno, che si trova a circa 30 km. dal Vesuvio, paragonò ad un pino questo materiale che veniva sparato e che raggiunse i 32 km. in altezza raggiungendo la stratosfera, oggi forse lo paragoneremmo ad un fungo atomico più che a un pino.




Pompei 2010




Tutto questo materiale gassoso e non, raggiunta la stratosfera più fredda si solidificò dando luogo alle pietre pomici. Anche a causa del vento che spirava verso sud, su Pompei e i paesi intorno piovvero pietre pomici per circa 18  ore. Le pietre pomici sono leggere, galleggiano in acqua, perché è gas solidificato, ha la struttura di una schiuma vetrosa, ma 18 ore di pioggia continua crearono 3 metri di questo materiale che distrusse i tetti e tutti i piani rialzati.
I pompeiani che non erano fuggiti prima si rinchiusero in casa aspettando che tutto finisse.
Fuggire era impossibile. Plinio organizzò delle navi di soccorso che non riuscirono ad avvicinarsi alla costa perché il mare si era ritirato, approdò a Stabia dove morì sulla spiaggia per i vapori tossici respirati. Il cielo era completamente oscurato dalla nube che non permetteva di vedere, era la notte più scura che si potesse immaginare.
 Il fungo o pino che si innalzava, raggiunta la massima altezza collassò su se stesso. Questo causò una serie di flussi piroclastici o nubi ardenti che piombarono come valanghe su Pompei e dintorni alla velocità di 100 km/h. e con un calore di 300/400°. Chi era sopravvissuto fino ad allora non ebbe scampo, le povere vittime evaporarono.
Tutto il resoconto dell'accaduto fu reso noto da Plinio il giovane, nipote di Plinio il vecchio che morì sulla spiaggia di Stabia.

"Domenica andammo a Pompei. Molte sciagure sono accadute nel mondo, ma poche hanno procurato altrettanto gioia alla posterità. Ma si può davvero gioire su tanto dolore?" W. Goethe "Viaggio in Italia"






Pompei 2018

Stratigrafia di un disastro


Il metodo stratigrafico ha permesso di documentare precisamente le fasi del disastro Stratificazione di pomici bianche sono state seguite da pomici grigie e l'effetto delle nubi ardenti è testimoniato da un successivo strato di cinerite.
 Nella casa di "Orione" lo strato di cinerite copriva direttamente il pavimento del secondo piano della casa senza lo strato di pomici, questo significa che la parte superiore della  casa fu sventrata e distrutta solo con l'arrivo del flusso piroclastico. 
Nell'atrio della stessa domus sono state trovate le pomici bianche, in altre stanze sono state trovate solo pomici grigie, vuol dire che le porte di queste ultime erano chiuse ed avevano retto le prime fasi dell'eruzione. In altre stanze le pomici bianche  hanno spessore decrescente man mano che ci allontana dalle porte e non raggiungono le pareti di fondo e anche a ridosso dei muri alcune fasce rimangono libere poi colmate dalle pomici grigie, c'erano evidentemente degli ostacoli addossati ai muri che hanno impedito alla pomici bianche di invadere tutto l'ambiente: erano mobili.


Bibliografia: Pompei-Il tempo ritrovato Massimo Osanna
                     Pompei- La città incantata Gabriel Zuchtriegel

Commenti

  1. Bella cronologia, Pompei e la mia famiglia! Anche la cagnetta Peggy viene menzionata 😁. E interessante spiegazione sull‘eruzione 👍🏻

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Perfect days film di Wim Wenders

I Paesi Bassi: Il trionfo delle biciclette

Christmas walk in Milano