"Diggià la Sicilia sorgeva come una nuvola in fondo all'orizzonte. Poi l'Etna si accese tutt'a un tratto d'oro e di rubini, e la costa bianchiccia si squarciò qua e là in seni e promontori scuri" G. Verga

 


CATANIA






Con la bella stagione, si riparte. Avevo organizzato questo viaggio a Catania nel marzo 2020, e dopo niente è stato più lo stesso, la pandemia mi costrinse ad annullare tutto.


Catania è veramente uno scrigno prezioso, una città elegante con larghi viali, giardini e fontane, palazzi sontuosi perfettamente tenuti, il mare, il vulcano che sovrasta la città, il mercato che vive con tutti i suoi colori e suoni e i catanesi, persone gentili senza essere invadenti, naturalmente charmant con le signore.

Catania è barocca, nel 1693 è stata oggetto di un terremoto fra i più distruttivi della storia; è chiamato il terremoto della Val di Noto, in città perirono 16.000 persone su 20.000 abitanti. Nel 1669, Catania fu investita da un enorme colata di lava dell'Etna che si riversò nel mare. Queste due catastrofi naturali cambiarono la città che fu ricostruita secondo stili artistici del 1700: il Barocco. Anche il piano urbanistico della città, ideato dall'architetto Vaccarini e coadiuvato dal Duca di Camastra, fu pianificato con grandi viali che attraversano la città e piazze molto ampie. L'antico assetto urbano caratterizzato da strade strette e da edifici molto vecchi e mal tenuti furono la causa dell'alto numero di vittime del terremoto.

La via Etnea è proprio il simbolo di questa nuova visione, una strada lunga 3 chilometri, larga, anzi larghissima che attraversa la città da nord a sud; parte dal Duomo di Sant'Agata e si dirige verso l'Etna. Lungo la strada furono costruiti magnifici palazzi in stile barocco della nobiltà catanese e sette chiese. 






Nella piazza del Duomo, salotto della città, oltre alla cattedrale di Sant'Agata con la bella facciata barocca, c'è il Palazzo degli elefanti, sede del municipio, e il palazzo dell'università. Al centro della piazza c'è la Fontana dell'Elefante, una statua di basalto nero che raffigura un elefante, considerato il simbolo della città. Il momento migliore per godere di questa piazza è la sera, quando si accendono le luci degli eleganti balconi che si affacciano sulla piazza, ci sono meno turisti e lì che si respira la raffinatezza di questo salotto , seduti ai tavolini di Prestipino per un aperitivo.

Anche fare colazione ai tavolini di Prestipino ha il suo bel perché, con cornetti al pistacchio, raviole con ottima ricotta di pecora, cannoli, iris stracolmi di crema e babà, non è umanamente possibile a Catania fare a meno di una vera colazione siciliana.

















"Gli è che in questa terra sovranamente classica mi son trovato in una così poetica disposizione di spirito, che m'ha permesso di far tesoro di tutto e di custodire in me , come in un'urna di gioia, ciò che ho provato, ciò che ho veduto, ciò che m'è accaduto". W. Goethe -Viaggio in Italia



Teatro antico greco romano

Il teatro di origine greca si trova nel centro cittadino, si
 è trasformato in struttura romana, successivamente in età medioevale è stato coperto da edifici abitativi. Agli inizi del 1900 iniziarono gli espropri e le demolizioni delle case costruite sul teatro e solo da pochi anni  è stato quasi completamente liberato.




Il mercato del pesce di Catania è un esplosione di suoni, profumi e colori, i suoni sono dati dai venditori che espongono i loro prodotti , ne decantano le qualità e chiamano i clienti; i colori  della frutta e verdura esposta; i profumi del cibo cucinato e venduto ai passanti.





Questo mercato è vero, i catanesi ci vanno quotidianamente per comprare quello che serve per cucinare i loro piatti squisiti; nel nord Italia ci sono ormai solo supermercati che vendono tutti gli stessi prodotti, nel sud ci sono ancora i mercati dove trovi prodotti del territorio. 

Il macellaio oltre che vendere carne ha messo dei tavolini e offre dello street food, spiedini di carne, polpette e qualche contorno di verdura, naturalmente la famosa Caponata di melanzane, inutile dire che le melanzane al sud non sono quelle di cui ci dobbiamo accontentare al Nord, hanno un altro sapore. E che dire della arance, i dintorni di Catania sono pieni di aranceti, un bicchiere grande di succo preparato al momento costa 2€.





Il croccante al pistacchio preparato al momento, semi di pistacchio lavorato con caramello.













E non dimenticate gli arancini di riso con infiniti ripieni: ragù, prosciutto e mozzarella, pistacchio, melanzane etc. ; le Ravazzate, pasta lievitata con ripieno di ragù e piselli; le  Cartocciate, calzone al forno con ripieno di prosciutto cotto e mozzarella; le panelle, frittelle fatte con farina di ceci e prezzemolo. 

Insomma, dopo una visita a Catania ci rimettiamo a dieta! Dopo.










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