Navajo Nation

 






"Al giorno d'oggi sono tutti così sensibili! Gli Indiani non sono più Indiani, no, bisogna chiamarli nativi americani. Ci ho messo dieci anni per imparare a dire "Neri" e adesso sono diventati "gente di colore". Maledizione, non so più nemmeno come chiamare la cameriera!"

Sfogo di Roger Manigault in "I racconti di San Francisco" di Armistead Maupin.

In effetti l'appellativo di Indiani è stato dato da Cristoforo Colombo che, come sanno tutti, pensò di essere approdato nelle Indie orientali e così chiamò gli indigeni Indiani.


La Navajo Nation è la più grande riserva indiana, appartiene alla popolazione Navajo con i suoi siti storici e monumenti nazionali. E' una vastissima area che si trova a cavallo di tre stati: Arizona, Utah e New Messico, è così grande che è uno stato a sé stante ed è fra i più grandi. Non solo, ospita i paesaggi e gli scorci più iconici degli Stati Uniti ed è meta di tanti turisti. Esistono altre riserve più piccole nella zona, tutte con notevoli autonomie.


                            Monument Valley




La Navajo Nation è stata fondata nel 1868, il territorio è anche ricco di risorse naturali, hanno un loro corpo di polizia, una loro università, un loro giornale.

Dal punto di vista etnico, i Navajo originano dalle tribù Apache che arrivarono dall'Alaska e dal Canada e si stanziarono in questo territorio prima dell'arrivo degli europei. I Navajo Apache erano degli abili agricoltori, come le altre popolazioni di nativi si dedicavano spesso alla razzia del bestiame a danno degli europei, non avevano il culto della guerra, ma diventarono un problema per i coloni a causa delle razzie di bestiame e per l'attività di guerriglia attuata sempre per scopi economici, furono le ultime tribù indiane ad arrendersi definitivamente. Alla fine delle ostilità con il governo degli Stati Uniti, gli 8000 Navajo rimasti dopo i massacri attuati dai soldati governativi furono deportati a piedi in una riserva piccola, malsana e priva di vegetazione, fu un periodo nero per i Navajo. Nel 1868 fu stipulato un accordo fra governo degli Stati Uniti e Navajo per tornare nelle loro terre di origine.



                        

"La donna velata" nell'Antelope Canyon. Non vi ricorda Magritte?



I Navajo tornati a casa tornarono a dedicarsi all'agricoltura, all'allevamento e all'artigianato, abbandonando le razzie di bestiame. L'artigianato è molto interessante, sono molto belli i lavori di tessitura e i gioielli in argento e turchese anche se molto cari. Il turchese dai Nativi è considerata la pietra del cielo e dell'acqua, portatrice di buona sorte e protezione dagli spiriti maligni, questa si trova in lunghe e sottili linee di intenso azzurro che scorrono nelle rocce.


Il Grand Canyon


 Oggi i Navajo sono circa 300.000, mantengono vivi lingua, cultura e tradizioni, hanno un buon reddito medio, si sono organizzati in una struttura sociale autonoma e moderna, gestiscono  in modo efficiente il territorio di loro pertinenza, i numerosi parchi e il turismo è diventato una delle principali fonti di reddito. 





In particolare ho visto giovani indiani molto professionali gestire gli alberghi e i vari ristori dei parchi, giovani donne belle e sempre sorridenti, giovani uomini belli, dallo sguardo fiero, i tratti severi e i lunghi capelli corvini e lisci.

La lingua dei Navajo, molto complicata, fu usata dall'esercito americano come codice segreto di comunicazione durante la seconda guerra mondiale, i giapponesi non riuscirono mai a decifrarla.






 

La Navajo Nation ha adottato l'ora legale nei mesi estivi, l'Arizona non l'ha adottata. Monument Valley si trova  a cavallo fra Arizona e Utah perciò se guardate l'ora con il vostro telefonino, farete fatica a capire che ora è. Il problema sorge se prenotate un escursione ad un'ora precisa.

                   

Il fiume Colorado disegna l'ansa dell'Horseshoe Bend nella cittadina di Page



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