Las Vegas

 





Andiamo a Las Vegas perché è l'aeroporto più vicino per intraprendere il Tour dei Parchi, abbiamo percorso un giro in senso orario, partenza dal Las Vegas e ritorno a Las Vegas.

Ci arriviamo con un volo interno Alaska Airlines dopo un'ora e mezza, siamo nello stato del Nevada. Dall'aereo è chiaro che la città si trova in mezzo al deserto, all'aeroporto McCarran già si vedono le prime 

slot machine che qui sono ovunque. Al terminal 3 con le navette ci portano al Rent-a-car-center, qui ci sono la maggior parte delle compagnie di noleggio, noi avevamo prenotato l'auto con la compagnia Alamo, sbrigate le formalità ci consegnano il nostro piccolo Suv, per due persone è perfetto, cambio automatico, serbatoio pieno di benzina e via alla ricerca del nostro albergo Four Queen, in Freemont street.

Gli alberghi non costano tanto qui, soprattutto se prenotate con un certo anticipo poiché si aspettano che spendiate ai tavoli da gioco. Durante i weekend i prezzi sono più cari, sono tanti gli americani che, nel fine settimana, arrivano da losAngeles e San Francisco per giocare d'azzardo, assistere ai tanti spettacoli e concerti, Elvis Presley per anni si è esibito qui.





Fremont street fu la prima strada ad essere asfaltata a Las Vegas che è nata nel 1905,  Fremont street è la prima versione di Las Vegas, lo Strip , distante 15 minuti in auto, è la versione moderna con i grandi alberghi esagerati.

Nonostante Las Vegas si trovi nel deserto tutta l'elettricità e l'acqua delle fontane viene fornita dalla diga Hoover molto vicina alla città, e di luci qui ce ne sono davvero tante.

I casinò di Fremont non sono giganteschi come quelli dello Strip,  non hanno le loro manie di grandezza, ma secondo me qui si respira la vera America, c'è un pubblico più polare potremmo dire.

Fremont street attualmente è  diventata una galleria di circa 500 metri coperta da uno schermo di milioni di lampadine Led che danno luogo ad uno spettacolo di luci accompagnato da musica ad altissimo volume, per dormire negli alberghi di Fremont street ci vogliono i tappi di cera perché la musica spaccatimpani continua fino all'una di notte. Nella galleria c'è la Zoomline dove coraggiosi  volano attaccati ad una funivia sotto le luci della galleria come superman.








Lungo la Fremont street c'è tanta gente, gruppi musicali che suonano, i già menzionati coraggiosi che ti volano sulla testa, ragazze più o meno belle, ma sicuramente poco vestite che in cambio di una tip (mancia), si fanno un selfie con te, anche per le signore lo stesso servizio viene offerto da cowboys muscolosi  e Marines appena tornati da una missione.





Insomma è un'atmosfera elettrizzante che vale la pena di vivere "once in Life". Il gioco è ovunque: sale da poker, roulette, tavoli da black jack, slot machine, inutile dire che ci abbiamo provato anche noi, perdendo il budget preventivato in circa 30 minuti, il budget naturalmente non era tanto. E' fuori dalla mia indole il gioco d'azzardo, non ho mai comprato né un gratta e vinci né un biglietto della lotteria, è pazzesco come queste persone si mettano davanti alle slot sapendo di perdere, per me è un mistero, solo per provare l'adrenalina del gioco. Ho visto recentemente il film "21"dove degli studenti della facoltà di matematica trovano un sistema per vincere al black jack dove il punto da ottenere per vincere è il 21. Per la cronaca, noi abbiamo perso alla roulette (rosso o nero) e Edoardo si è lanciato con il balck jack.










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