If you' re going to San Francisco, be sure to wear some flowers in your hairs. (Scott McKenzie)




Se stai andando a San Francisco Devi indossare dei fiori nei capelli Se stai andando a San Francisco Incontrerai molte persone simpatiche Se vieni a San Francisco Passerai un'estate d'amore Per le strade di San Francisco Incontrerai persone con i fiori nei capelli

Scott McKenzie cantante



 Union square è il centro di San Francisco, è la zona degli alberghi e dei negozi. E' una zona piacevole, anche se l'ho trovata un po' trascurata, tanti negozi chiusi o negozi di firme prestigiose con le vetrine sporche, ho avuto l'impressione di una certa decadenza, le stesse boutique all'aeroporto di San Francisco erano più brillanti, probabilmente in città sono in pochi a potersi permettere di entrare in certi negozi, invece all'aeroporto ci si aspetta una clientela più facoltosa. Siamo entrati in un grande magazzino molto economico dove c'era la coda per entrare, abbiamo familiarizzato con un signore che conosceva tutti gli attori e le attrici italiane di un tempo e ad un certo punto ci ha chiesto se fossimo ricchi. 

Ho avuto l'impressione di un fattore umano in difficoltà, non solo per la presenza di tanti "senza casa", e non so se questo declino riguarda solo San Francisco o gli Stati Uniti in generale; New York, ormai nove anni fa, non mi aveva fatto questa impressione. Ad ogni modo, San Francisco è una città meravigliosa. 

Quella degli homeless è un problema, anche perché sono veramente tanti in giro per la città. Come ho già scritto in una pagina precedente, queste povere anime hanno cominciato ad affollare le strade di San Francisco negli anni 80 in concomitanza con la  chiusura degli istituti di salute mentale voluta da Regan, senza pensare a nulla di sostitutivo. Queste persone che evidentemente soffrono di problemi mentali sono state abbandonate dalle famiglie e dalle istituzioni e la loro casa è diventata la strada. La grande disponibilità e uso di droghe ha acuito il problema.







In città si sente odore di Marijuana ovunque, pure in banca. San Francisco è stata sempre una città dai costumi molto liberi, i figli dei fiori, come canta la famosa canzone di McKenzie, la beat generation (generazione beata) negli anni settanta aveva qui la sua base, è stata teatro di molte lotte per il pacifismo, di opposizione alla guerra in Vietnam, il femminismo e per i diritti civili degli afroamericani.

Dal libro, molto divertente, "I racconti di San Francisco" di Armistead Maupin:

"Il Vietnam. Quando finì, lei non riuscì a farsene una ragione e crollò". MaryAnn annuì,  piena di comprensione.
"Era la cosa più importante della sua vita, MaryAnn, e quando finì non riuscì a trovare nulla che la facesse sentire altrettanto realizzata. Provò con gli Indiani, poi con i disastri ecologici e la Pacific Gas & Electric company, ma non era la stessa cosa."
"Ci dovrebbe essere una Veterans Administration anche per i pacifisti".


Simbolo di quegli anni è diventato il libro "On the road" di Jack Kerouac, un viaggio in giro per l'America, coast to coast, che riempie il suo vuoto interiore e quello della sua generazione. 

"Sal, dobbiamo andare e non fermarci mai finché non arriviamo.
- Per andare dove, amico?
- Non lo so, ma dobbiamo andare".


















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