La resa di un Dio

 








 
Il 15 agosto 1945 l'imperatore Hirohito fece un discorso alla radio in cui ufficialmente comunicava ai suoi sudditi che il Giappone si arrendeva e, cosa molto importante, dichiarò di essere un comune mortale e non una divinità: è stata definita"la resa di un dio". 
Questa dichiarazione, voluta dagli americani, minava alla base la mentalità e le ragioni delle azioni belliche del Paese. Il Giappone riteneva di doversi porre a guida del mondo intero, perché questo era il posto che le spettava, avendo come imperatore una divinità la vittoria era sicura. 
Il presidente Roosvelt incaricò l'antropologa Ruth Benedict di fare uno studio approfondito su un popolo che era allora sconosciuto, questo report si chiamò "Il crisantemo e la spada". 
Il crisantemo, simbolo di cultura e sapienza e la spada(katana) evidenziava la la loro volontà di combattere per quello in cui credono.
Il Giappone non era mai stata invaso, neanche i Mongoli c'erano riusciti; quando gli americani occupano il paese e viene firmata la resa da alti funzionari in lacrime, innumerevoli sono i generali che preferiscono il suicidio piuttosto che vedere il suolo natio calpestato da un esercito straniero.

La Benedict rilevò come la società giapponese fosse molto gerarchizzata: "Ognuno deve stare al suo posto". 
Esiste, ad esempio, una inderogabile devozione che lega madre e figlio, figlio e fratello maggiore, figlio e padre; la stessa devozione lega discepolo e maestro e subalterno e superiore. Tre sono i principi di devozione:
- La fedeltà all'imperatore
- La fedeltà verso la famiglia
- La fedeltà ai propri compiti


Gli ultimi anni di guerra furono tragici per il Giappone, è vero che le due bombe atomiche  vinsero qualsiasi resistenza alla resa, ma quando qualcuno si è chiesto come mai le bombe furono sganciate su Hiroschima e Nagasaki e non su Tokio, semplicemente perché Tokio era già stata rasa al suolo, le sue case fatte di legno e pareti di carta sparirono sotto bombe incendiarie provocando più morti  delle bombe atomiche. Appositamente furono impiegate bombe incendiarie sul Giappone, non le stesse usate sulla Germania. Un giornalista al seguito dei bombardieri americani disse che Tokio sembrava un albero di Natale acceso dagli incendi. Un generale americano disse che se avessero perso il conflitto avrebbero dovuto affrontare un processo per crimini di guerra. 
E' vero che i processi per crimini di guerra li subisce sempre chi perde il conflitto.

Sono andata a vedere l'ultimo bellissimo film di animazione del maestro Miyazaki "Il ragazzo e l'airone". Il film inizia con il grande incendio di Tokio dove perde la vita la madre del protagonista.







Commenti

Post popolari in questo blog

Perfect days film di Wim Wenders

I Paesi Bassi: Il trionfo delle biciclette

Christmas walk in Milano